giovedì 21 ottobre 2010

21ottobre

21 ottobre. Giornata ricca di ricordi, ricca di nascite e ricca di sensazioni. 87 anni fa nasceva la mia nonna, 21 anni fa due persone molto importanti e 23 anni fa una persona che ora ci guarda dall'alto. Pensarci è duro, tornano in mente tante cose, tanti ricordi, tante avventure passate insieme. Solo un anno fa stavo scrivendo il messaggio di auguri...un messaggio che è arrivato ad un numero che ora non esiste più. Manchi. Chissà in questo momento dove sei..non so se immaginarti in un concerto raggae o come l'ultima volta che ti ho visto, affamato davanti ad una pizza.
Grazie perchè ora sei capace di ascoltarmi, grazie perchè anche ora mi fai capire come le cose delle vita siano fugaci e spesso di poca considerazione. Grazie perchè mi stai facendo vivere. Grazie.
Tra meno di 2 giorni ho un esame. Un esame difficile e in una lingua pseudo sconosciuta quale è il portoghese. Mi sono ansiata, straziata per due giorni. Sono caduta e mi sono rialzata. Mi sono data pervinta e ho ricominciato a credere. Ora, a meno di 48 ore, non ho più pensieri. Penso di aver fatto quello che potevo fare, anche se nella vita si può dare sempre di più Penso che una minima percentuale di sforzo ce l'ho messo. Penso che a volte l'orgoglio non ti porta lontano, ma che le persone possono essere davvero inamichevoli. Penso che in ogni cosa della vita, devo dimostrare e rendere conto solo a me stessa, che gli sguardi degli altri pungenti e giudicatori, devono essere tralasciati. "Non ti curar di loro, ma guarda e passa". Facile a dirsi, difficile a praticarsi. Forse l'unica persona a cui devo dimostrare è la mamma. A cui devo la vita e per questo devo rendere conto ogni giorno comportandomi nel modo giusto e facendo le cose giuste.
Ma giuste per chi? Quando agisco penso davvero alle cose giuste per me o quelle che io ritengo possano essere giudicate giuste dagli altri o dalla mamma? Ed è giusto che io mi comporti in base alla visione di giustizia di un'altra persona? E' giusto che io mi senta "in dovere di" ogni volta che apro gli occhi la mattina? Non lo so. E' una delle domande a cui non so dare risposta, che mi lasciano più interdetta e che mi angosciano di più nella mia vita.
Angoscia: paura di un qualcosa che non si conosce, o meglio sentire addosso un sentimento che non si riesce ad identificare e per questo difficile da acquitare.
Ma è giusto vivere con tutto ciò? Convivere con tutto ciò? La vita è una, e il tempo scorre. Quel che è stato è stato e mai ritornerà. Vivere come vorremmo vivere. Vivere per il gusto di farlo, cercare di affrontare le situazioni con il sorriso e la forza e la grinta di vincerle. Valutare, dare il giusto peso alle cose e capire che in realtà ogni tanto quello che ci sembra un ostacolo insormontabile, che potrebbe traviare l'intera nostra esistenza, è in fondo solo una piccola insidia e che la nostra vita continuerà, che la cosa vada bene o fallisca. Che ci sono cose più importanti per cui vale la pena vivere.
Grazie di tutto..come sempre..uno sguardo verso il cielo..a te.a noi...

"La vita è la vita, difendila."

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