Tarda ora. Letto. Pace e silenzio intorno a me. Potrebbe sembrare la stessa situazione di sempre, ma ora c'è qualcosa di diverso. Il letto non è il mio, le mura che mi circondano non sono le mie, la casa non è la mia e la città, non è la mia. Lisbona: il nuovo capitolo della mia vita. Ormai è quasi un mese che sono qui. 30 giorni, quasi 720 ore. E' iniziato il tanto atteso erasmus. Il tanto desiderato e sopirato momento non solo è arrivato, ma sta già scorrendo..alla velocità della luce. Quante aspettative che c'erano dietro ciò, quanti racconti sentiti, quante avventure narrate, quanti castelli costruiti. Non pensavo di essermi creata nella testa una così rigida cornice riguardo a quello che mi sarebbe accaduto, e invece è andata proprio così. E così, senza neanche accorgemene, messo il piede nella città straniera è iniziato il paragone, il confronto, tra il benificio atteso e quello reale, tra quello che tutti mi avevano detto riguardo a questa esperienza e quello che concretamente sta accadendo. Beh, niente di più sbagliato. Per giorni questa cosa mi ha corroso, mi ha portato ad essere stupidamente delusa da quello che avevo davanti agli occhi, mi ha fatto disprezzare ogni singolo cosa. ma per fortuna un campanello alla porta è suonato e io ho aperto, subito. L'essenza che giaceva sull'uscio però non è ancora entrata, ma aspetta paziente al varco. Ma durante questa attesa, ha iniziato a emanare il suo profumo. Un profumo che sa di vita, sa di esperienza, di voglia di conoscere, di sperimentare e di assoporare. Voglia di godersi ogni momento, ogni singolo istante di quello che la vita mi sta donando. Dalla sveglia alla mattina, alla lezione, dal pranzo all'uscita. ogni cosa merita di essere vissuta fino in fondo, cercando di carpirne solo il meglio e il postivo che c'è. Se in ogni cosa c'è il rovescio della medaglia, ora è il momento di scoprirlo, di voltare questo disco e scoprire cosa c'è sotto. E' stato un mese intenso, ricco e faticoso. Tanti gli alti e bassi..perenni oscillazioni di umore, ma è il momento di voltare pagina, di far entrare quella essenza, di invitarla ad oltrepassare quel confine permettendole di rilasciare il suo candore e e la sua fragranza nella massima intensità. Voglio che mi travolga, e che tutto questo che per ora giace solo nella mia testa, diventi realtà pratica. Diventi veramente la spinta e l'energia del mattino, il motivo di un sorriso giornaliero se pur la sveglia suoni prima del gallo. Voglio V-I-V-E-R-E.
La vita è una, breve, sfuggente e impalpabile. Ogni giorno c'è qualcosa che ci ricorda la nostra caducità. Ma un giorno un mio amico mi ha detto che "il punto non è cosa accade ma cosa facciamo noi con ciò che ci accade", e per questo la nostra mortalità non ci deve spaventare o incupire, ma anzi ci deve spronare ad, assaporare e scoprire..in una parola a Vivere.
Direttamente da Lisbona, anche qui, flussi di parole, perchè puoi cambiare città, stato o continente, ma quello che sei non cambierò mai.
"Senza pensieri, la tua vita sarà..chi vorrà vivrà..in libertà...hakuna matata..."
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