sabato 23 luglio 2011

Destino amaramente agrodolce.

Malta. Ultimo giorno di mare, ultimo giorno su quest'isola, così cafona e così antica. Quest'isola dove regna una gioventù bruciata, tra le rovine di una cosmopolita storia.
23luglio. E tutto scorre, e tutto cade dal cielo, come fulmini a ciel sereno, o come gocce di pioggia da nuvole plumbee. Temute od incidentali, notizie continuano ad infagare giorni di parvente vacanza. Diversa la portata, abissi profondi tra le une e le altre, momenti che fanno ricordare che in fondo, tante ire e tante scocciature, non sono altro che piccolezze in confronto a tragedie tali da lasciare solo bocche aperte, sgomento e lacrime amare che bagnano guance intimorite.
La vita non smette mai di soprendere, mai. Ci lascia giusto il tempo di convincerci di avere tutto sotto controllo, di pensare di sapere cosa ci aspetta, per agire e colpire infingarda e tagliente, senza lasciare scampo. Scacco matto. E ancora una volta bisogna ripartire, stringere i denti e andare avanti.
Ieri ho scoperto di avere una scadenza a dir poco imminente, soprattutto valutando quelli che sarebbero dovuti essere i miei programmi, per scrivere la tesi. Data ultima di consegna: 10 di agosto. E là in quel momento, mi è caduto il mondo addosso. Lacrime incontrollabili, testa in tilt, allarme rosso, mo' sono cazzi amari, la mia vità è finita. Un inconteniblie flusso di coscienza mi ha travolto. L'idea che probabilemente dovrò rinunciare alla mia vacanza, alla mia tanto attesa Mallorca, mi ha abbattuta, spezzata, sconfortata, rattristita, reso rabbiosa.
Tutto ciò, tutti questi sentimenti, non sono passati, affatto. Poi, però, mi sono guardata intorno, ho dato uno sguardo alle cose che continuano ad accadere proprio vicino a me, alle persone sedute al mio tavolo. Pazzesche, assurde, ingiuste. Indefinibili. Vite spezzate senza un perchè. E così, in un momento, in un sospiro di rabbioso sollievo, cerco di abbassare la testa, di cercare di interpretare questo strano destino, di volgere lo sguardo verso l'alto, verso quei nuovi angeli, e poi di riguardare qui, sull'umana terra, e sorridere timidamente.
Uno stupido link di facebook prima citava una frase di Einstein..quasi appositamente messa là.. " Ci sono due modi di vivere la tua vita. Una è pensare che niente è un miracolo. L'altra è pensare che ogni cosa è un miracolo."

mercoledì 6 luglio 2011

Bilancio di una notte di mezza estate.

Settediluglio. Pazzesco. Ieri era il 15 aprile e l'altro ieri il 10 settembre.
Tante domande, tanti spunti, tanti temi di cui parlare. Ma poca voglia di affrontarli. Nessuna. Infima. Forse sto sfuggendo, parlo con le mie più care amiche, e sento come se stessi parlando con il panettiere " Come sta oggi?" "Tutto bene grazie."
Il vuoto.
Aria fritta.
Ieri ho finito ( forse ) ufficialemente i miei esami della triennale. Sta finendo un ciclo. Manca ( rimaniamo con il forse) uno scalino, 20 centimetri, poco più di un righello d'astuccio, e verrà definitivamente sancita la fine. CLEACC, addio. E purtroppo, come si è soliti fare alla fine di un'esperienza, arriva il momento del tanto fatidico BILANCIO. Ripensare a ciò è stato, a ciò che sarebbe potuto essere "se", a ciò che vorresti cambiare, e a ciò che ti manca e rivorresti, indietro, ora. Un flusso incontenibile di pensieri, parole, persone, posti scorre come un fiume in piena, inserabile, incontrollabile, straripante..senza fine.
Forse dovrebbe essere riordinato, come questa casa. Ogni vestito che c'è su questo divano potrebbe essere una persona: bisogna prederlo, guardarlo, capire se è sporco, da lavare, quindi recuperabile, o se invece rotto, da buttare oppure se ancora profuma, e quindi si tratta solo di piegarlo e riporlo, nel suo cassetto, al suo posto.
E'così, le persone che ci stanno accanto, sono come i vestiti nell'armadio: ogni tanto devo essere sottoposti ad un check-up. Bisogna capire se stanno ancora bene, o se ingrassano, se ci rendono felici o ci danneggiano; se sono vecchi, ma evergreen, se sono fratelli, o ormai lontani dal nostro "stile".
Siamo sicuri di sapere chi merita di stare al nostro fianco? Chi è degno delle nostre confidenze?
C'è chi dice che soli siamo nati e solo moriremo, e chi dice che solo condividendo si può essere felici. Certo il grigio è una bel colore, ma trovare la tonalità giusta, è raro e faticoso.

E intanto, la vita va, perchè il tempo è tiranno, e non si preoccupa del fatto che qualcuno possa stare male, soffrire, gioire...c'è chi vorrebbe fermarlo, e chi vorrebbe che scorresse veloce..chi vuole diventare grande..e chi pagherebbe per tornare adolescente. Ahh, il segreto di tutto è la relatività, e che l'erba del vicino è sempre più splendidamente verde. Dovremmo provare a guardare più noi stessi e a pensare a quanto siamo fortunati. Pensate al semplice raffreddore: solo nel momento in cui si è con 10 fazzoletti in mano, e il naso screpolato e rosso scarlatto, cominciamo a rimpiangere la nostra salute, che prima davamo per scontata.
Due gambe, due braccia, due mani..sono tutte cose che diamo per scontate, ogni giorno della nostra vita, senza renderci conto che così non è. E le due gambe possono diventare un tetto sulla testa, le due braccia i soldi per riempire il frigo, le due mani un cinema e due pizze. Tutti noi abbiamo qualcosa di unico che ci rende tali, è che la maggior parte delle volte siamo così stupidi da non rendercene conto, da nasconderci dietro un sedere grasso, dei denti storti, un'altezza inadeguata, uno sguardo poco accattivante. "Cosa vedi?" " Un dito!" " Allora significa che mi sono nascosto bene!".

... 2.00 a.m.
Zero sigarette rimaste | poca voglia di dormire | il mondo che fuori aspetta.


The show must go on.