mercoledì 6 luglio 2011

Bilancio di una notte di mezza estate.

Settediluglio. Pazzesco. Ieri era il 15 aprile e l'altro ieri il 10 settembre.
Tante domande, tanti spunti, tanti temi di cui parlare. Ma poca voglia di affrontarli. Nessuna. Infima. Forse sto sfuggendo, parlo con le mie più care amiche, e sento come se stessi parlando con il panettiere " Come sta oggi?" "Tutto bene grazie."
Il vuoto.
Aria fritta.
Ieri ho finito ( forse ) ufficialemente i miei esami della triennale. Sta finendo un ciclo. Manca ( rimaniamo con il forse) uno scalino, 20 centimetri, poco più di un righello d'astuccio, e verrà definitivamente sancita la fine. CLEACC, addio. E purtroppo, come si è soliti fare alla fine di un'esperienza, arriva il momento del tanto fatidico BILANCIO. Ripensare a ciò è stato, a ciò che sarebbe potuto essere "se", a ciò che vorresti cambiare, e a ciò che ti manca e rivorresti, indietro, ora. Un flusso incontenibile di pensieri, parole, persone, posti scorre come un fiume in piena, inserabile, incontrollabile, straripante..senza fine.
Forse dovrebbe essere riordinato, come questa casa. Ogni vestito che c'è su questo divano potrebbe essere una persona: bisogna prederlo, guardarlo, capire se è sporco, da lavare, quindi recuperabile, o se invece rotto, da buttare oppure se ancora profuma, e quindi si tratta solo di piegarlo e riporlo, nel suo cassetto, al suo posto.
E'così, le persone che ci stanno accanto, sono come i vestiti nell'armadio: ogni tanto devo essere sottoposti ad un check-up. Bisogna capire se stanno ancora bene, o se ingrassano, se ci rendono felici o ci danneggiano; se sono vecchi, ma evergreen, se sono fratelli, o ormai lontani dal nostro "stile".
Siamo sicuri di sapere chi merita di stare al nostro fianco? Chi è degno delle nostre confidenze?
C'è chi dice che soli siamo nati e solo moriremo, e chi dice che solo condividendo si può essere felici. Certo il grigio è una bel colore, ma trovare la tonalità giusta, è raro e faticoso.

E intanto, la vita va, perchè il tempo è tiranno, e non si preoccupa del fatto che qualcuno possa stare male, soffrire, gioire...c'è chi vorrebbe fermarlo, e chi vorrebbe che scorresse veloce..chi vuole diventare grande..e chi pagherebbe per tornare adolescente. Ahh, il segreto di tutto è la relatività, e che l'erba del vicino è sempre più splendidamente verde. Dovremmo provare a guardare più noi stessi e a pensare a quanto siamo fortunati. Pensate al semplice raffreddore: solo nel momento in cui si è con 10 fazzoletti in mano, e il naso screpolato e rosso scarlatto, cominciamo a rimpiangere la nostra salute, che prima davamo per scontata.
Due gambe, due braccia, due mani..sono tutte cose che diamo per scontate, ogni giorno della nostra vita, senza renderci conto che così non è. E le due gambe possono diventare un tetto sulla testa, le due braccia i soldi per riempire il frigo, le due mani un cinema e due pizze. Tutti noi abbiamo qualcosa di unico che ci rende tali, è che la maggior parte delle volte siamo così stupidi da non rendercene conto, da nasconderci dietro un sedere grasso, dei denti storti, un'altezza inadeguata, uno sguardo poco accattivante. "Cosa vedi?" " Un dito!" " Allora significa che mi sono nascosto bene!".

... 2.00 a.m.
Zero sigarette rimaste | poca voglia di dormire | il mondo che fuori aspetta.


The show must go on.

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