Malta. Ultimo giorno di mare, ultimo giorno su quest'isola, così cafona e così antica. Quest'isola dove regna una gioventù bruciata, tra le rovine di una cosmopolita storia.
23luglio. E tutto scorre, e tutto cade dal cielo, come fulmini a ciel sereno, o come gocce di pioggia da nuvole plumbee. Temute od incidentali, notizie continuano ad infagare giorni di parvente vacanza. Diversa la portata, abissi profondi tra le une e le altre, momenti che fanno ricordare che in fondo, tante ire e tante scocciature, non sono altro che piccolezze in confronto a tragedie tali da lasciare solo bocche aperte, sgomento e lacrime amare che bagnano guance intimorite.
La vita non smette mai di soprendere, mai. Ci lascia giusto il tempo di convincerci di avere tutto sotto controllo, di pensare di sapere cosa ci aspetta, per agire e colpire infingarda e tagliente, senza lasciare scampo. Scacco matto. E ancora una volta bisogna ripartire, stringere i denti e andare avanti.
Ieri ho scoperto di avere una scadenza a dir poco imminente, soprattutto valutando quelli che sarebbero dovuti essere i miei programmi, per scrivere la tesi. Data ultima di consegna: 10 di agosto. E là in quel momento, mi è caduto il mondo addosso. Lacrime incontrollabili, testa in tilt, allarme rosso, mo' sono cazzi amari, la mia vità è finita. Un inconteniblie flusso di coscienza mi ha travolto. L'idea che probabilemente dovrò rinunciare alla mia vacanza, alla mia tanto attesa Mallorca, mi ha abbattuta, spezzata, sconfortata, rattristita, reso rabbiosa.
Tutto ciò, tutti questi sentimenti, non sono passati, affatto. Poi, però, mi sono guardata intorno, ho dato uno sguardo alle cose che continuano ad accadere proprio vicino a me, alle persone sedute al mio tavolo. Pazzesche, assurde, ingiuste. Indefinibili. Vite spezzate senza un perchè. E così, in un momento, in un sospiro di rabbioso sollievo, cerco di abbassare la testa, di cercare di interpretare questo strano destino, di volgere lo sguardo verso l'alto, verso quei nuovi angeli, e poi di riguardare qui, sull'umana terra, e sorridere timidamente.
Uno stupido link di facebook prima citava una frase di Einstein..quasi appositamente messa là.. " Ci sono due modi di vivere la tua vita. Una è pensare che niente è un miracolo. L'altra è pensare che ogni cosa è un miracolo."
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