giovedì 4 novembre 2010

Mati, ohana, Lisbona.

Nuovo set. Ora alle mie spalle tante luci, una città quasi incantata, una pace unica rotta solo dal fruscio delle foglie al vento e da un sottile stridio. Immersa nell'atmosfera di Lisbona, l'aria fredda mi intorpisce i piedi, ma dentro caldi e scroscianti pensieri riscaldano la mente.
L'ora è tarda, come usualmente. La mia testa riesce a staccarsi solo a quest'ora forse? No, purtroppo e per fortuna no. La mia testa non è mai staccata, rilassata o quieta. E' che forse solo ora, solo nelle tarde ore della notte, i pensieri si consolidano, si solidificano, si comprimono e si susseguono formando un un più lungo discorso. Sembrava una sera triste, quasi malinconica,ma è bastato un film, una telefonata a sconvolgere improvvisamente tutto. Un film e una telefonata che come un carica batterie al cellulare morente, mi hanno dato una nuova carica e una nuova spinta verso la vita. La voglia di scoprire, di capire, di conoscere e di conoscersi. La voglia di esplorare un mondo nuovo, la voglia di capire che al vita è una e che bisogna viverla, semplicemente viverla. Ripensandoci, anche il mio ultimo scritto, se così si può definire, aveva questo tema, la Vita. Una vita che nel bene o nel male regala sempre soprese, una vita che non stanca mai, una vita che bisogna cogliere, a qualsiasi età. Quanta voglia avrei di condividere in questo momento questo mio pensiero con le persone a me più care, con la mia mamma. Farvi capire e farle capire che nulla è perduto, che volere è potere anche quando tutto sembra finito e senza speranza. Trasmettere questo messaggio in questo momento in cui mi sento forte, in questo momento in cui mi sentirei pronta più che mai a diffondere il mio pensiero. Avrei quasi la mano sul telefono, ma guardo l'orologio e capisco che non è cosa, che l'unico risultato che potrei ottenenere sarebbe un "Ti sembra l'ora di chiamare? Oddio è successo qualcosa? Stai bene, ti hanno rapita?" Ma questo non mi fermerà e spero con tutto il cuore di non perdere questo raggio che ora mi illumina, spero che non torni l'ombra, ma non tanto per me, quanto per tutti i miei affetti. Vi amo e vi amerò sempre, dire che mi mancate è riduttivo, dire che vi vorrei tutti qui adesso è un eufemismo, ma capisco che sto crescendo, che lo devo fare e che questa è un'esperienza unica, che devo appunto..vivere. Vivere per poi donare, imparare per poi insegnare, capire per far capire. In un momento di follia o di realtà, ancora non lo so, vi mando un bacio forte...dal cielo di Lisbona, dalla rocca del castello, guardo la stella più luminosa e penso a voi.